Movente

L’esperimento socioantropologico che vi presentiamo, in modo più o meno scherzoso, in realtà ha un fondamento. Abbiamo un traguardo chiaro da raggiungere, la maratona, ma il Cefalopodista vuole essere anche un’occasione, uno strumento per elaborare idee e pensieri. Quando si corre, che lo si faccia in città, in provincia o in campagna, per forza di cose si pensa. Mentre le gambe mulinano il cervello ha bisogno di occuparsi o distrarsi, e pensa. A noi capita spesso di pensare alle nostre vite, al lavoro, e talvolta gli occhi diventano obiettivi inconsapevoli per registrare ciò che ci succede attorno. In questo diario virtuale parleremo di noi e dei nostri progressi, che speriamo ci porteranno alla maratona, ma parleremo anche di ciò che vedremo. Non sarà perciò un blog di argomento prettamente sportivo, cercheremo di parlare anche di tutt’altro, di quel che ci passa per la testa mentre corriamo. La nostra attenzione, dato che non siamo sportivi, non si concentra sul nostro corpo ma sulle nostre distrazioni, ed è il nostro cervello che portiamo a spasso. Dei cefali podisti. Quando la sinergia funziona bene tutto è chiaro, quando è fuori sincrono, vuoi per stanchezza o vuoi per altro, compaiono visioni.