Ghiaccio

Gennaio 18, 2009

L’esperimento non è finito. Nonostante non vi sia traccia di post da Agosto, in qualche modo non abbiamo mai smesso di correre. Ci siamo fermati, abbiamo ricominciato, ci siamo fermati ancora, vittime degli acciacchi da sedute di lavoro forzate e ai limiti della follia, e poi abbiamo ricominciato. Fino ad ottobre inoltrato.
E mancato solo il tempo di aggiornare il blog per via del lavoro e degli impegni che hanno allontanato gli obiettivi, almeno in autunno.
Il 2008 è stato solo l’inizio, quindi, quest’anno si fa sul serio. Fin da subito. Fin da ieri.
Non sarei mai stato in grado di sfidare i dieci centimetri buoni di neve del primo dell’anno e imitare i temerari che di prima mattina ho visto correre, fumando una sigaretta, prima di tornare a letto. Per svegliami poi quasi a mezzogiorno e fare colazione con caffé e Malox.
Forse l’idea di sfidare il gelo mi è venuta proprio allora. Ho lasciato passare solo qualche settimana, prima della prima.
Non avevo ricordi di aver mai corso in gennaio. Ora li avrò. Ieri non c’era neve ma il cielo era un foglio di carta grigio bianco compatto e per cinquecento metri buoni ho avuto paura che il freddo mi entrasse dentro nei polmoni fino a spaccarli. Poi la dipendenza da corsa è tornata, e il freddo è diventato solo un muro di ghiaccio da scavalcare
Correre d’inverso ha qualcosa di patologico. Anche correre d’estate, certo, ma quella è un’altra storia. L’adrenalina è la stessa, cambiano solo le sensazioni, il paesaggio tutt’intorno, il sudore che diventa ghiaccio sulla pelle e la soglia di attenzione, sempre altissima.
Il programmino era quello d’infilare un paio di chilometri, una piccola sgambata, per riprendere confidenza con la corsa. Sono diventati quasi sette.
Fino a qualche anno fa, dopo la pausa invernale mi ci volevano almeno un paio di uscite per metabolizzarli, ieri sono scivolati via veloci, a buon ritmo, fin da subito.
Se il buongiorno si vede dal mattino… bisogna solo continuare, senza fermarsi mai.