
Prendete due persone che passano la maggior parte del loro tempo davanti a un computer. Immaginate che il loro lavoro li porti poi a frequentare personaggi stravaganti, talvolta a ore impossibili, presenziando a eventi e fiere: giornate che non finiscono mai, serate che si concludono immancabilmente davanti all’ultimo bicchiere, notti che metterebbero alla prova gli organismi più resistenti. Pensate quanto può esser poco sana la loro vita.
A questo punto prendeteli e metteteli in un paio di scarpe da ginnastica, su una qualsiasi strada secondaria dell’alto vicentino o della Valpolicella.
Correranno, correranno per chilometri e chilometri. Perché amano la corsa. E non solo, hanno anche deciso di porsi un obiettivo imprevedibile: percorrere i 42,195 chilometri della maratona.
Non sappiamo se riusciranno nell’impresa, ma se è vero che De Coubertin ha detto che l’importante è partecipare, a questi due di De Coubertin non importa un fico.